Nell’omelia del Mercoledì delle Ceneri di quest’anno sottolineavo che lo scopo primario della Quaresima è quello di scoprire, in maniera sempre nuova, l’amore di Dio che si manifesta nelle nostre vite. La Chiesa, come una Madre premurosa, ci indicava alcuni mezzi attraverso i quali possiamo farlo: la preghiera, il digiuno, l’ascolto della Parola di Dio.

Ma vivere la Quaresima ci fa’ incontrare anche il nostro limite, il buio che c’è in ognuno di noi! È successo magari anche a noi di vivere delle situazioni che ci tolgono le motivazioni, di vivere dei fallimenti, fino ad arrivare magari a perdere il senso della vita. Tutte le volte che noi ci troviamo davanti all’esperienza dell’incontro con il male, con il buio nella vita ci viene la tentazione di nasconderci. Non vogliamo affrontarlo, preferendo spesso di fare finta che non esiste, oppure ci rassegniamo al buio lasciando che questo ci schiacci o vinca su ciascuno di noi.

Essere cristiani non significa vivere la Pasqua dimenticando o rinnegando questo buio, ma significa accettare quello che Gesù fa’ con ognuno di noi: ci accompagna mentre attraversiamo il buio, ci insegna quale deve essere il nostro atteggiamento per vivere bene questo buio che ci conduce alla Pasqua. La strada verso la Pasqua passa, attraversa sempre il Venerdì Santo. È l’esperienza che anche noi, come Gesù, siamo chiamati a vivere! Per non lasciarci sopraffare dal buio, dobbiamo lasciarci “traghettare”, lasciarci accompagnare da Gesù, fino al mattino di Pasqua.

Nel racconto della Passione secondo Luca troviamo una richiesta esplicita di Gesù rivolta ai suoi discepoli: “Bisogna preparare la Pasqua”. E poi da loro dei compiti precisi: “Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua; seguitelo nella casa in cui entrerà. Dite al padrone di casa: «Il Maestro ti dice: dov’è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli?». Ed egli vi mostrerà al piano superiore una sala, grande e arredata; lì preparate per noi” (Lc 22, 10-12). E i discepoli ascoltano Gesù, le sue precise indicazioni e compiono dei gesti che in quel momento per loro non sono comprensibili fino in fondo. Loro si fidano e si affidano a Gesù e alle indicazioni che Lui dà loro, di volta in volta.

Questa indicazione evangelica è molto preziosa per ciascuno di noi! Noi siamo cristiani, non quando programmiamo, pianifichiamo e controlliamo tutto della nostra vita riuscendo a gestire anche le situazioni di dolore che si affacciano sul nostro cammino; ma siamo cristiani quando ci accorgiamo che il Signore ogni giorno ci dice un pezzettino di quello che sarebbe giusto fare; quando riusciamo anche noi, come i discepoli a fidarci e affidarci a Lui ogni giorno! Questo è il significato profondo della richiesta che gli rivolgiamo quando, pregando il Padre nostro, diciamo: “dacci oggi il nostro pane quotidiano”! Cioè dacci oggi quello di cui noi abbiamo bisogno, dacci oggi quella luce che ci serve per compiere il passo successivo! Così diventiamo sempre più consapevoli che noi non abbiamo la forza di affrontare tutto, ma la forza di affrontare l’oggi e che il Signore – che abita il nostro presente – ci è sempre accanto!

Vi auguro di vivere così, carissimi, la Settimana Santa! La luce della Pasqua rischiari le nostre tenebre e ci doni di camminare lieti nella presenza del Signore Risorto! Buona Pasqua a voi e a tutti i vostri cari!

don Cristian